titolo: ~Harudal
autore: naccho
pairing: daisukexsora , accenni massuxyamapi, takuyaxtakeru, altri paring
rating: pg I parte, pg II parte, ? III parte
trama: Sora ha fatto finalmente un’amicizia in classe, ma il pensiero del suo sempai continua ad attanagliargli lo stomaco. E poi, cosa vuole quel nanetto complessato con manie di protagonismo?!
note: oneshot divisa in nonsopiùquante parti, in un alternative universe (come al solito.)
“Davvero?” esclamò Yamada con la bocca piena di un onigiri. “E quindi tu non volevi venirci qui?”
Sora scosse la testa sospirando e abbassando lo sguardo, fissando il vassoio sulle sue gambe. Si trovavano nel giardino dove per la prima volta aveva incontrato Higashi, solo che questa volta era pieno di alunni durante la pausa pranzo.
“No… per niente! Insomma, è la mia scuola!” esclamò, arrabbiato, stringendo il vasetto dello yogurt tra le mani. “Perchè devo studiarci io?!”
Yamada rise togliendogli lo yogurt dalle mani. “Calmati…” sorrise.
Sora sospirò alzando lo sguardo. Invidiava il sorriso di Ryosuke, era sempre così sincero e dolce…
“Ah…” mormorò, seguendo con gli occhi una figura familiare.
“Cosa?” domandò Yamada, fissando il punto in cui guardava Sora.
“Di lui…” Sora indicò il ragazzo seduto su una panchina di legno “Cosa mi sai dire?”
Yamada sbattè gli occhi “Del contabile del consiglio studentesco?” mormorò, fissandolo.
Sora annuì, arrossendo leggermente vicino alle orecchie.
Ryosuke si posò una mano sul mento. “Vediamo… si chiama Higashi Daisuke”
“Sì, questo lo sapevo” rispose Sora.
“Frequenta il terzo anno, è entrato nel consiglio l’anno scorso…” continuò, concentrandosi. “Ha un bel po’ di ammiratori, ammetto che per un po’ ho avuto una cotta per lui… come tutti i ragazzi della scuola” rise, ma Sora aggrottò le sopracciglia sentendo una fastidiosa fitta al petto.
“Ah, tra l’altro è nella top 3 della scuola” aggiunse Yamada.
“… che?” domandò Sora, alzando un sopracciglio.
“Sì, è uno dei tre ragazzi con i voti più alti” continuò lui, come fosse un’ovvietà. “Una specie di eccellenza”
Sora rimase a bocca aperta. Ecco il perchè di quel commento sulla sua stanza!
Abbassò la testa, pensieroso. Lui odiava studiare! Peccato… gli sarebbe piaciuto un sacco poter andare d’accordo con quel ragazzo…
“… mi è appena venuta un’idea grandiosa!” esclamò alzandosi in piedi, facendo cadere il bento del povero Yamada.
“Cosa?” chiese lui, passando lo sguardo da lui al suo povero pranzo diventato cibo per formiche.
“E’ davvero una pensata geniale!” continuò Sora a se stesso, con il pugno chiuso e gli occhi in fiamme.
Yamada aggrottò le sopracciglia e sbattè gli occhi osservando tutti i ragazzi che si stavano chiedendo se il figlio degli Hokuto era pazzo, scemo o solamente idiota.
Mentre tornavano in classe Sora era con la testa sulle nuvole, Yamada soffriva per il pranzo mancato, tutti gli altri studenti sembravo, invece, infervorati.
All’improvviso un ragazzino alto quasi quanto Sora, con i capelli corti e neri si avvicinò a Yamada.
“Ehi, hai l’aria di chi non mangia da un mese!” esclamò, preoccupato “Tieni, un panino al melone” e gli passò una busta di plastica trasparente contenente il suddetto panino.
Yamada arrossì e accettò, rivolgendogli quel dolce sorriso che a Sora piaceva tanto.
Il ragazzo gli sorrise di rimando e alzò lo sguardo verso Sora.
Lui sbattè gli occhi e si inchinò leggermente, il ragazzo fece lo stesso.
Lo sguardo di Yamada sembrava tutto per quel ragazzo, quindi Sora parlò per primo.
“Ho… Hokuto Sora, piacere…” mormorò, a bassa voce.
Il ragazzo gli sorrise senza scomporsi. “Piacere! Io sono Kamiki Ryunosuke, frequento la 2-B”
Sora sorrise sollevato e scosse Yamada dal suo mondo fantastico.
“Ehi… il tuo principe dei panini al melone è andato via…”
Yamada sbattè gli occhi e scosse la testa, stringendo il panino tra le mani. “C-cosa?” domandò.
Hokuto scoppiò in una risata e passò una mano tra i capelli di Yamada.
“Non è che forse… forse ti piace?” sorrise, sornione.
Ryosuke abbassò la testa, con le gote ancora rosse. “Ma no… sì… un poco…”
Sora lo prese immediatamente sottobraccio. “Devi dirmi tutto!” esclamò, con un enorme sorrisone.
“C-cosa devo dirti?!” rispose lui, ancora più rosso.
“Tutto ciò che vuoi!” e detto questo cominciò a maricare nel corridoio trascinandosi dietro Yamada con il suo panino al melone, dimenticandosi all’istante della sua geniale idea.
“Ehi! Scusami, ma questo posto non è fatto per schiamazzare come una gallina!” rimproverò una voce, facendo fermare il ragazzo e la sua malcapitata vittima.
“Scusa?” mormorò Sora girandosi verso colui che si era permesso di apostrofarlo nella SUA scuola.
Un bel ragazzo, basso, con i lineamenti dolci ma un cipiglio tutt’altro che gentile, lo fissava dall’alto in basso a quanto pare molto irritato.
“Ti ho detto che non siamo alla scuola materna, signor Hokuto Sora. Non me ne importa un fico secco che tu sia il figlio del padrone della scuola, come membro del comitato per la morale pubblica ti VIETO di fare la iena in calore nei corridoi. Devo forse ripetere…?”
Sora lo fissò alzando le sopracciglia.
“Qualcuno si è alzato col piede sbagliato, stamane?” intervenne Higashi picchiando leggermente il suo quaderno sulla testa del ragazzo. “Su, Minamiya, sii più carino con i newbie”
Lui si lamentò spostandosi “Non fare il soccorritore dei poveri, Higashi” rispose lui. “Le regole sono regole”
Daisuke alzò le spalle. “Allora puniscilo come più ti aggrada” disse, girandosi e scomparendo tra gli alunni.
Co… cooosaa?! Sora era incredulo. Higashi, il SUO Higashi lo scaricava così nelle mani di un… di un nanetto complessato con manie di protagonismo?!
Oh, ma non sarebbe andata a finire così.
“HIGASHI!” urlò, prima di infiltrarsi anch’egli nella folla di alunni.
“Dove vai, Hokuto?!” esclamò allora Minamiya, inseguendolo.
Yamada sbattè gli occhi e potè finalmente gustarsi il suo panino al melone. Sorrise ripensando al nomignolo che gli aveva dato Sora.
Da oggi sarà il mio principe dei panini al melone…
Daisuke spalancò la porta del Consiglio Studentesco trovandovi Yamashita e Masuda che, come al solito, pomiciavano senza problemi.
“Ragazzi, ve l’ho detto mille volte… almeno mettetevi infondo all’aula” sospirò il ragazzo poggiando il quaderno sulla scrivania.
Masuda arrossì, portando una mano dietro la nuca, Yamashita si rimise in ordine con finta indifferenza e diede un ultimo bacio al suo ragazzo.
“Yamapi, dai una controllatina a Minamiya, oggi stava per mangiarsi il figlio degli Hokuto perchè stavo facendo il pazzo per i corridoi” lo avvisò Daisuke, immaginando cosa sarebbe potuto accadere se non fosse arrivato lui.
Yamashita rise. “Fa solo il suo dovere…”
“Sembra uno delle SS!” esclamò Daisuke, aggrottando le sopracciglia. “Non siamo in un carcere”
Tomohisa annuì. “Me ne ricorderò”
“Masuda, hai la cerniera dei pantaloni abbassata.” fece notare Daisuke con un sorriso preoccupato. “Vi scopriranno prima o poi…”
“Oh, chi se ne importa!” esclamò Massu, ridendo imbarazzato. “Tanto abbiamo quasi finito la scuola”
“Mh…” mormorò Daisuke, molto scettico.
Un Commento
OçO … *la scuote chiedendo altro capitolo* MERAVIGLIOSO OçO BELLISSIMO. QUESTO CAPITOLO è BELLISSIMO çAç
ED IL PRINCIPE DEI PANINI AL MELONE X°D AHAHAHA! TçT
TçT
TçT
TçT
TçT
=ç=