lalalala.


3rd.

Quella mattina la pioggia cadeva così fitta che la malinconia si manifestò. Spesso guardavo la benda alla mia mano e provavo a muovere il palmo, con lo splendido risultato di qualche pizzico di dolore. Non mi piaceva, non mi piaceva niente di quella situazione.
Ma in quel momento desideravo solo che la pioggia smettesse di battere alla finestra.

Aspettavo come ogni mattina l’entrata alla 2° ora, perché si sa che io sono un ritardatario cronico: non mi piace svegliarmi la mattina. Io sono così: se per un lungo periodo di tempo non faccio altro che svegliarmi prestissimo, il resto dei giorni è seguito da una sonnolenza oscena.
E ora sono qui, in questo fottuto corridoio aspettando le 9:15 che non si decidono ad arrivare, la campanella è in pausa?
Guardo l’orologio e scopro che mancano ancora 20 minuti al suono della campana… Questa è follia! Per quanto ancora dovrò stare ad aspettare per seguire uno sputo di lezione?
Ma chi me la fa fare?
Mi alzo da terra e comincio a camminare per i corridoi guardandomi attorno, con aria diffidente; non c’è un cane! Che rottura.
Faccio per voltarmi e scontro il naso contro qualcosa.
« Caz… Guarda dove vai la prossima volta! » Mi autocontrollo prima di diventare un cafone di prima categoria, mentre l’oggetto con cui sono andato a sbattere è per terra che si massaggia il culo, visto che è talmente scemo che è perfino caduto. Noto una marea di libri a terra e questo mi fa capire molte cose.
Lui si siede e comincia a raccogliere i libri, mormorando indaffaratamente il perdono come se avesse davanti agli occhi satana in persona; alzo le spalle e mi piego per aiutarlo a raccogliere i libri.
« Oh…! Grazie! » Esclama contento, raccogliendo gli ultimi libri sparsi e rialzandosi lentamente da terra.
Ha i capelli castani, la pelle leggermente abbronzata, due occhioni castani ed il visino da checca come Ryocrostaceo.
« Di che.. La prossima volta stai attento… » Comincio a scrutarlo: porta la mia stessa divisa (le nostre divise sono separate per anni) quindi significa che frequenta il 3° anno! Aiuto!
« Sì, Hokuto-san! » Sorride raggiante il tipino, mostrando la sua collezione di denti così bianchi e perfetti che se volete chiamo la mentadent.
« Come sai il mio cognome..? » Lo scruto un po’ sorpreso, ripassandogli i libri.
« Tutte le ragazze della mia classe hanno fondato un fan club segreto su di te! Come segretario del consiglio studentesco so tutto! So anche che sei nuovo, quindi se hai qualche problema puoi chiedermi tutto quello che vuoi! »
COSA? Ma dove siamo, in uno shojo manga? E questa storia? Segretario del consiglio studentesco?! Suvvia!
« … Ma qual’è l’amministrazione in questa stramaledetta scuola? » Mi scompiglio i capelli, provando a pensare a qualcosa di sensato.
« Beh, il direttore della nostra scuola si chiama Akanishi Yusuke ma da qualche mese è in America per motivi a noi sconosciuti! Comunque in questo momento c’è il suo unico figlio a capo della scuola e si chiama Akanishi Jin! È un idol per la nostra scuola, tutte le ragazze qui presenti sono sue fan e gli cadono subito ai suoi piedi! Ha un atteggiamento cool e simpatico! Quel suo sorriso intrigante affascina ogni fanciulla che si appresti accanto a lui! Ovviamente ci sono un sacco di segretari che si occupano dell’amministrazione della scuola, siamo due gruppi: L’associazione Studentesca e una sorta di Segreteria didattica, ovvero persone scelte apposta con il compito di gestire l’istituto, controllare le spese e fornire il materiale! Al loro capo c’è Kamenashi Kazuya, che anche se è stato assunto 2 anni fa, si è dimostrato abilissimo e per questo è stato subito scelto come ‘capo’. L’associazione studentesca, invece, è formata da 6 membri, me incluso: Il presidente si chiama Yuya Takaki mentre il vice-presidente è Kota Yabu; Il il contabile è Daiki Arioka e in tutto siamo 3 segretari: Io ovvero Kintaro Masuda, Nakajima Yuto e Yamashita Reon! Ci troviamo al 1° piano nel corridoio A, Ala nord. Se vuoi puoi venire a chiederci qualunque cosa! »
Credo di aver afferrato quel mega-discorsone: siamo gestiti da un idiota, il consiglio studentesco è una gabbia di matti e l’amministrazione della scuola è diretta da un ragazzo con l’esperienza di 2 anni.
Stiamo proprio messi bene.
Proprio in quel momento la campanella suonò, così ebbi la scusa per congedare quel discorso pesante e correre a perdifiato verso la parte opposta del piano ovvero dov’era situata la mia classe.

Fine lezioni; oggi non c’è l’allenamento del club, quindi ho un sacco di tempo libero! A casa troverei soltanto dei mastini e sarei costretto a fare dei servizi pesanti e non ne ho molta voglia.
Mi incammino nei corridoi senza meta, volteggiando la cartella attorno al mio braccio e guardandomi in giro: improvvisamente noto di essere arrivato in bibleoteca… Ottimo! Vediamo se riesco a trovare qualche libro interessante… Un bel romanzo horror è quel che ci vuole.
Appena apro la porta, rimango sconcertato dalla dimensione della libreria: ci sono almeno 16 scaffali che arrivano fino al soffitto e si estendono fino alla fine di questo salone, che ha una grandezza sproporzionata! Addirittura ci sono due piani per la sala lettura! Che figata!
Mentre cammino cercando sul ripiano 4 il primo libro horror trovato nel catalogo dei libri presenti, mi ritrovo un tipo appolaiato su una scala ad un’altezza abbastanza elevata che fissa attento la copertina di un libro horror… Proprio quello che volevo io!
« Ehm… Scusi…? » Guardo il tipo che probabilmente è il libraio, lui sposta lo sguardo verso di me e sorride.
« Cercavi questo libro, Kitagashi Sora? » Mi sorride, agitando il libro e scivolando con stile dalla scala in due secondi.
« Hokuto! » Esclamo un po’ nervoso: questo tipo ha un non-so-che che mi fa saltare i nervi.
È magro, non indossa l’uniforme scolastica ma dei semplici jeans ed una t-shirt rossa. Ha i capelli mediolunghi e due occhiali rossi rettangolari. Però m’incuriosisce.
« È la stessa cosa, no~? » Mi sorride cantilenando e pattandomi la testa come se fossi un cane da addomesticare. Ma chi è questo pallone gonfiato?!
« Non posso credere che tu sia un libraio! Sei il primo che sbaglia i kanji dei cognomi! A proposito, come conosci il mio cognome? »
Il ragazzo si volta e sorride. « Io so tutto di tutti in questa scuola~ E comunque non sono il libraio! Il libraio è il tizio che è dietro di te! »
Non me n’ero accorto, ma c’era un tipo alto sul metro e settanta, che ci guardava perplesso. Sul naso portava gli stessi occhiali del tipo antipatico, solo che erano di colore nero.
A differenza dell’altro, questo tipo sembrava più serio: da sotto aveva una camicia bianca, con sopra un golf color panna. Aveva dei pantaloni neri e dei mocassini del medesimo colore.
« Kame! Non importunare le matricole, insomma. Come segretario per una buona volta, vai a fare il segretario e non molestare la gente che viene a leggersi un semplice libro. » Questo tipo comincia a spingere il ‘molesto’ fuori dalla porta, mentre il sopracitato si lamentava sbuffando in continuazione.
Questo tipo è l’unica persona intelligente che ho trovato in questa fottutissima scuola! Ho le lacrime per la commozione.
Un momento..? Kame? Kamenashi?! Il capo segretario scolastico? QUEL RAGAZZO? Non avrà più di 23 anni! Come diavolo fa ad amministrare una scuola?!
« Lascialo perdere, è un idiota patentato… Come la maggiorparte degli amministratori scolastici… » Questo ragazzo mi posa il libro sulla testa e mi guarda un po’ esausto. « Questo è il tuo libro, no? »
« Grazie… Sappi che sei l’unico tizio che ho incontrato in questa scuola che ha un po’ di sale in zucca. » Abbasso la testa, prendendomi il libro e guardando la copertina con disegnate delle macchie di sangue: “Il tritacarne umana”… Potevo scegliermi un libro meno stomachevole?

Mentre Satsushi taglia a metà la testa della signora Chibahiro (che era solamente venuta a chiedergli per quale motivo lavorava in un gay bar come puttana di turno) per metterla nel suo tritacarne e magnarsela come cena, noto che una coppia a me conosciuta sta salendo le scale del piano superiore di lettura. Sono Kamiki e Ryosuke! Incredibile! Continuano ancora a vedersi in bibleoteca? Che invertebrati.
Provo a continuare a seguire altre 4 righe e leggo che mentre Satsushi parlava al telefono con la sua prossima vittima, la sua ragazza Mikiyo, ingurgitava il maciullato di carne cruda della signora e trovava un orecchino nel piatto, con tanto di pezzo di orecchio ancora intero e sfuggito al tritacarne.
Sto per sentirmi male. Chiudo il libro e mi dirigo a cose più importanti: ovvero farsi i cazzi altrui.
Sono seduti uno accanto all’altro e parlano di qualcosa… Mi avvicino di soppiato per sentire meglio.
Atomi… Molecole… Protoni.
Ma che cazz…?! Non possono avere un argomento normale ’sti due?
Mando un sms a Yamada, che appena sente il vibracall salta sulla sedia.
« Cosa c’è? » Chiede Kamiki guardandolo sorpreso, mentre il ragazzo si fruga nella tasca dei pantaloni disperatamente.
« N…Niente… » Sorride e subito dopo rivolge il suo sguardo sotto il tavolo, dove aveva nascosto il telefono.

“Guarda alla tua destra, vicino alle scale  ^◇^〳”

Lui rivolge lo sguardo nella mia direzione e una vampata di calore gli assale il volto.
« Yama-kun? Ti senti male? » Gli chiede Kamiki accarezzandogli una guancia. RYOSUKE SEI UN AMEBA ASSOLUTO?! CE L’HAI MOSCIO? EDDAI!
« No… Sto bene… Potremmo andarcene da qui?… » Chiede abbassando lo sguardo e spostandosi nervosamente una ciocca di capelli dietro l’orecchio.
Kamiki acconsente e si dirigono all’uscita, mentre io mi nascondo dietro la scala. Accidenti a Ryosuke!

Comincio a correre cercando la coppietta da ogni parte: le nostre classi, il campo da calcio, la sala mensa, il cortile… Mi sono stufato, domani Ryosuke avrà la tortura che si merita.
Sento il sudore grondare sulla fronte e penso che sia meglio sciacquarmi la faccia prima di tornare a casa: il sole sta tramontando ed il cielo è diventato di una tonalità calda, simile al lilla.
Entro nel bagno maschile e mi sciacquo il viso con dell’acqua ghiacciata, per poi asciugarmi la faccia sulla manica della divisa. Tanto è acqua, si asciuga presto!
Proprio mentre esco, mi viene un lampo di genio. Come mai non sono passato da lì? Eppure ho setacciato ogni punto della scuola ma ho saltato la classe di Kamiki!
Riprendo la mia maratone ed arrivo finalmente negli spogliatoi, socchiudo la porta silenziosamente e… li ho trovati!
« — »
« —-… »
Stanno parlando… Non riesco a sentire nulla cavolo.
« Per… PER QUANTO ANCORA ESITERAI? » Vedo gli occhi di Yamada brillare e subito dopo il corpo di Kamiki sbattuto sulle mattonelle fredde e il viso di Ryosuke posizionato sopra il suo.
FINALMENTE! Yamada non è tanto invertebrato quanto pensavo…
« Sei un idiota… Mi sono stancato ad aspettare una tua mossa! Niente! Impassibile! » Esasperato, stringe i pugni sulla camicia del povero capitano e si morde le labbra con forza, cercando le parole. Probabilmente ora che si è dichiarato-sfogato non sa più che fare.
Kamiki arrossisce, ma gli prende la nuca e riprende da dove si erano interrotti. Finalmente anche lui si è deciso.
Chiudo il più silenziosamente possibile la porta dello spogliatoio e a passo felpato mi dirigo a casa, canticchiando la canzone dei pokémon.

Ormai è sera: infilo la chiave nella toppa della serratura ed apro la porta di casa. Non c’è nessuno, che strano… Eppure i miei zii sarebbero dovuti tornare da un pezzo.
Alzo le spalle e mi sfilo le scarpe, lanciandole all’ingresso e chiudendo la porta dietro di me, con una culata.
Accendo le luci e salgo di sopra, sperando di non essere davvero rimasto solo in quella grande casa.
« Finalmente sei tornato! » Esclama una voce a me familiare alle mie spalle: mi volto di colpo e dò una cozzata sui denti al mio coinquilino.
« VAFFANCULO MI HAI SPAVENTATO! » Urlo stizzito, mettendomi una mano sul cuore e con l’altra toccandomi la fronte, che ha colpito la bocca dell’antipatico. L’antipatico non riesce a rispondere, perchè ha una mano sulla bocca e e sta cercando in tutti i modi di non sbattermi fuori casa a calci.
« Scusami… » Mormoro guardandomi interessato le calze grigie. Sento una mano calda accarezzarmi i capelli e automaticamente alzo lo sguardo. Mi sorride.
« Hai imparato, bravo… Oggi ho cucinato io, perché tutti sono andati al saggio di Fuyuka, non ricordi? »
Mi sembrava che la zia me l’avesse accennato stamattina, però non me ne sono curato molto… Cavolo.
Guardo il tavolo e noto che è imbandito… Ci sono due ciotole con sopra un coperchio e della misoshiru.
« Posso fidarmi? » Mormoro staccando le bacchette e toccando il coperchio insicuro.
« Peggio per te. » Ribadisce Daisuke offeso, mentre alza il piatto. Io faccio lo stesso e vedo un succulento katsudon che mi sta pregando di mangiarlo.
« Oddio…………….. » Sto sbavando probabilmente, da quanto non mangiavo un katsudon! Chissà come sarà.
Prendo le mie bacchette, acchiappo un pezzo di carne e me lo mangio.
« BUONO! » Esclamo sputacchiando tutto il riso e mangiando come una persona che non tocca cibo da 4 mesi.
« Ti piace? L’ho cucinato io… » Sorride contento, addentando anche lui con la stessa foga il povero katsudon.
Sbatto gli occhi e poi sorrido, mangiando estasiato. Non pensavo fosse così bravo a cucinare.
Sono un po’ sorpreso.
Finita la cena, vado in camera mentre l’altro lavava i piatti.
Capovolgo la cartella e tutti i libri cadono sul letto; comincio a riordinarli quando tra le mie mani noto “Il tritacarne umana”. Ma che diavolo…?

L’indomani mi svegliai verso le 7:00, così arrivai in anticipo per le lezioni.
Poso la cartella sul banco, la apro, esco il libricino schifoso e vado a farmi un giro per sgranchirmi un po’ le ossa; camminando noto il portone della libreria e leggo l’orario: Apertura ore 8:00 Chiusura ore 18:30.
Guardo l’orologio al mio polso che segna le 7:45… Per un quarto d’ora non sarà la fine del mondo…
Poso la mano sulla maniglia e la muovo… Ma è aperta?
Entro silenziosamente guardandomi intorno: nonostante è giorno, la sala è buia.
Apro un altro po’ il portone e vedo una sagoma nera in piedi davanti al tavolo principale. ODDIO! Forse leggere horror mi sta traviando mentalmente.
« E… Ei-kun… Non qui… »
Mi nascondo dietro la porta e vedo di focalizzare meglio la sagoma… Guardo bene e …. Le sagome sono 2?
« Kota… »
Che cazz… Apro completamente la porta e le due sagome sono illuminate: appoggiato al tavolo c’è il libraio di ieri e sotto di lui… Un altro ragazzo?
« Ah! Tu sei quello di ieri! » Mormora il libraio annoiato, staccandosi dal ragazzo tutto rosso.
Ho una faccia da pesce lesso molto probabilmente.
L’altro ragazzo ha i capelli castani di lunghezza media, gli occhi grandi, un mascellone e la divisa del 3° anno.
« Credo di aver interrotto qualcosa da non interrompere… » Mormoro metallicamente, richiudendo la porta e lanciando dentro il salone il libro.
« E… Ei!! Come fai ad essere così tranquillo?! Un estraneo ci ha visti! Tu sei il libraio ed io uno studente! » Esclama il ragazzo, guardando con degli occhioni l’altro. Il libraio gli sorride e lo abbraccia forte, accarezzandogli i capelli.
« Non è cattivo… Non preoccuparti di lui… » Lo rassicura baciandogli la guancia e dondolandolo tra le sue braccia.

Fine lezioni: anche questa giornata è fatta! Economia mi ha messo 80/100 al compito scritto! Sono un grande!
« Sora! Vieni con me a portare questi documenti all’associazione? » Mi sorride Yamada, sventolando dei fogli. La sua faccia dice tutto: è al settimo cielo.
« Sei così contento, Kamiki ti ha inculato? » Lo guardo, girando nella mia bocca quel ChupaChups al gusto di panna e fragola.
Yamada esplode e mi sbatte il fascicolo in testa. « NO!! »
Gli sorrido maliziosamente e prendo il fascicolo. « Andiamo all’associazione, Ryochan~ »
Lo vedo sbuffare tutto rosso, ma poi prende un librone e mi fa segno di andare.

Piano 1, Corridoio A, Ala Nord. Proprio dove il tipo aveva detto che si trovava.
Yamada indisturbato apre la porta scorrevole ed esclama. « Ciao Ragazzi! Vi ho portato un mio amico! »
Lo seguo e vedo un tizio alto, con una faccia da donna e dei capelli lunghi.
« Ohh~ Questo bel giovanotto sarebbe Sora~? » Mormora prendendomi il mento e guardandomi estasiato. ODDIO. HO PAURA!
Volto lo sguardo e noto il ragazzo della mattina precedente che mi sorrideva contento. « Sei venuto a trovarci! »
C’erano tre persone silenziose però: Un ragazzo con un caschetto stava sistemando dei cataloghi sulle mensole, un altro si aggiustava gli occhiali e scriveva su un foglio, l’altro… IL RAGAZZO DEL LIBRAIO!!
Eccolo! È nell’associazione studentesca! E mi ha riconosciuto. Ha la faccia tutta rossa e si sta torturando le mani, imbarazzato… Poverino.
Comunque credo di avere la specializzazione di interrompere le coppiette, proprio sul più bello. La prossima volta chi mi capiterà?
Yamada intanto mi guardava incuriosito e poi guardava il tipetto tutto rosso.
« Sora, non innamorarti di lui, perché è già fidanzato. »
« Yamada, non sono diventato ancora finocchio. Pensa a pomiciare con il tuo Kamiki. » Lo guardo, continuando a leccarmi il lecca-lecca. Il gelo cade nella stanza.
Tutti gli altri ragazzi saltano addosso a Yamada, facendogli mille domande, mentre io me la rido sotto i baffi ed appoggio il fascicolo sul tavolo.
Guardo il castano e gli dò una pacca sulla testa. « Giuro che non dirò niente a nessuno. Sono un uomo d’onore io. » Gli sorrido e come risposta mi sorride anche lui.
«޺ Grazie… Anche se qui lo sanno tutti… » Mormora imbarazzato, scompigliandosi i capelli. « Comunque io sono Kota Yabu. Terzo anno, Prima sezione. Sono il vice-presidente dell’associazione studentesca, piacere! »
Gli strizzo una mano e gli sorrido, mordendo la stecca del lecca-lecca. « I’M HOKUTO SORA, NICE TO MEET YOU! »
Il casino smette e tutti mi guardano. « Ma sei straniero? » Esclama il gruppetto che aveva assalito Yamada.
« No. Giapponese nel sangue. » Mi aggiusto i capelli, mentre tutti gli altri ritornano a fare domande su Yamada.
« Complimenti! Comunque il tipo che ti ha assalito all’entrata è il presidente… Viene in classe con me e si chiama Yuya Takaki; Il ragazzo con il caschetto si chiama Nakajima Yuto ed è il 2° segretario, frequenta il Secondo Anno, sezione Tre; L’altro più alto è Yamashita Reon, suo fratello è il coach della squadra di pallavolo. Frequenta il Terzo Anno, ma della sezione E; Kintaro Masuda, il ragazzo più scuro credo che tu lo conosca… Per finire c’è Daiki Arioka, il contabile. Senza di lui staremmo ad impazzire con i conti. Anche lui sta nella Prima Sezione ma è ancora al Secondo Anno. »
Che branco di idioti comunque. « Capisco… » Sorrido e lancio via il bastoncino in direzione del cestino.
« Stavamo cercando un altro contabile, che ne diresti di unirti a noi? » Esclama fermamente Daiki Arioka aggiustandosi gli occhiali e sentendo per la prima volta la sua voce.
Mah…?!

Fermata dell’autobus: sono stanco morto. Oggi è stata una giornata così stressante che nonostante siano le 15:00, sono abbandonato sulla panchina della fermata.
Troppe novità, tutte insieme.
Sono distrutto, mi sembra che un branco di elefanti mi sia passato sopra. Rischio di mettermi a dormire di questo passo.
Mi metto seduto e lascio uno sbadiglio lungo, stiracchiandomi.
Sto marinando la lezione di calcio, che si abituino! Gioco quando mi pare e piace. Inoltre siamo al 3° anno, il club lo dovrò lasciare appena saranno passate le vacanze estive per concentrarmi sugli esami…
… Come corro veloce. Sto già pensando agli esami.
Sarà la bocciatura? …
« Che vergogna. » Poso una mano sugli occhi.
Senza accorgermene mi addormento e sogno Satsushi che strappa i capelli di Mikiyo, le taglia la lingua, le cava gli occhi ed infine la mangia viva, mentre lei disperata si muove per scappare alla morte ormai certa.
Quando mi sveglio, mi accorgo che sono le 17:10. Ho dormito 2 ore su una panchina…
Sono un coglione.

Sono le 17:38! Sono arrivato in tardi, cavolo! Ho solo 22 minuti per preparare qualcosa di buono -e facile, perché sono loffo- da cucinare!
Scaravento le scarpe all’ingresso e corro in cucina, spalancando i tiretti e cercando disperatamente qualcosa di commestibile.
Rimango a riflettere e poi guardo il bollitore del riso.
« CI SONO! » Esclamo, prendendo una tovaglietta di bambù.

Una volta ultimato il piatto, fuggo in camera, lasciando un biglietto su quello che avevo preparato.
Mi butto sul letto e ripenso a tutto quello che era successo oggi… Dovevo accettare il lavoro di contabile?
Potrebbe risultare divertente e fruttuoso. Ho sentito che qualche volta i membri dell’associazione studentesca ricevono degli extra per quello che fanno.
Massì…

oh yeahh~ / 3rd.

2 Commenti

    • naccho
    • Inviato il Dicembre 4, 2008 alle 3:48 pm
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    metti i tag e aggiorna almeno il summery con le coppie x°DD”

    • non va di loggar :°3
    • Inviato il Dicembre 5, 2008 alle 12:37 am
    • Permalink

    zàzà TçT vabbene y_y


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